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Quali gli aspetti sociologici e psicologici del contatto ?

Last Update: 1/24/2010 1:02 AM
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9/18/2009 11:20 AM
 
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Re:
andrea_ch, 18/09/2009 10.18:

Siamo lontani dall'unità del mondo, ok... però dobbiamo riconoscere che anche solo rispetto al recente passato le cose sono migliorate di molto.
Mia madre, in Emilia, in campagna, i primi anni della sua vita, li ha passati con i tedeschi con un cannone da 88 puntato su casa sua. Mio nonno è stato deportato e poi liberato dagli stessi tedeschi perchè ingegnere (molti suoi dipendenti non hanno avuto questa fortuna).
Questo per dirvi cosa era il mondo solo 60 anni fa.
Oggi siamo arrivati a considerare gli stessi tedeschi come dei fratelli, abbiamo la stessa moneta, non abbiamo piu' frontiere e cosi con tutto il resto dell'Europa, dopo secoli di guerre.

La guerra fredda alle spalle, è di ieri la notizia di una nuova distensione tra USA e Russia.

Il mondo non è perfetto, non siamo perfetti, e il ventesimo secolo ha portato gli orrori peggiori ma anche le prime vere speranze di pace dopo quanto... 5000 anni di guerre?
La globalizzazione ha esportato anche un'altra cosa: la comunicazione e l'informazione.
Può sembrarvi poco ma pensate quanto ha cambiato il mondo l'email o internet.

Insomma, se no divento troppo lungo, ok siamo quello che siamo, ma stiamo migliorando! E forse un aiutino dall'esterno potrebbe farci migliorare ancora un po' [SM=g27988]

Ah, quasi dimenticavo... fossi in un alieno andrei all'ONU!




Concordo. Il mondo non è perfetto e non lo sarà mai. Ma una visione catastrofista della nostra società non trova fondamento nella realtà. Non sono assolutamente d'accordo con Pirka quando dice che la nostra società è debole e paranoica e sta arrivando al collasso. Assolutamente no. Anzi abbiamo ottimi esempi di come la società attuale riesca a rialzarsi dopo eventi tragici grazie alla solidarietà collettiva innata nell'umanità: vedi l'11 settembre, il terremoto in abruzzo ecc.

No, la nostra società è solida ed energica. Ha dei difetti, ma le congiunture, gli eventi non riescono a scalfire l'"essere" sociale dell'uomo, il suo bisogno di appartenenza, di comunità e di identità. E sono proprio questi fattori che spesso sono alla base di fenomeni tragici come il terrorismo, le sette religiose fanatiche. In questo caso i bisogni umani vengono canalizzati nel modo sbagliato. Ma questi casi sono pur sempre una minoranza, anche se l'effetto media li fa apparire dilaganti.

Quando RETE-UFO dice che "in caso di contatto con una civiltà ET mancherebbe - da parte nostra - un soggetto politico credibile che possa parlare a nome dell'Umanità" non ha tutti i torti, ma io correggerei la coniugazione del verbo sostituendola con "manca". Perchè al momento non sappiamo che fare e, tranne pochi casi, non ci poniamo il problema, ma se si dovesse verificare un evento simile penso sia d'obbligo creare una task force multinazionale e multidisciplinare di scienziati, esperti, diplomatici e militari in grado di affrontare l'evento. Forse è questo il problema principale. Individuare il soggetto che deve affrontare l'approccio per stabilire la miglior comunicazione possibile. Ma da quì a prevedere la devastazione della civiltà umana ne passa.

Sinceramente non penso che avverrà un contatto a breve. Forse passeranno centinaia di anni prima che questo possa verificarsi. Certamente se già ci sono degli et che ci fanno visita ipotizzo che non si manifestino perchè non saprebbero come comunicare, forse perchè ancora non hanno capito come farlo. Come dicevo in alcuni post precedenti non è detto che lo sviluppo tecnologico segua di pari passo quello dei rapporti relazionali. Potrebbero avere delle difficoltà a comprendere i nostri metodi comunicativi. Immaginate di dover imparare l'arabo senza dizionari, libri o insegnanti che vi spieghino la "decodifica" del relativo alfabeto.
[Edited by scettologo 9/18/2009 11:23 AM]
9/18/2009 12:33 PM
 
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Re:
andrea_ch, 18/09/2009 10.18:



Siamo lontani dall'unità del mondo, ok... però dobbiamo riconoscere che anche solo rispetto al recente passato le cose sono migliorate di molto.



Quello che dici è giusto,però se domattina si presentassero i Visitatori,l'Umanità sarebbe ancora divisa in tanti popoli e nazioni....
9/18/2009 12:55 PM
 
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Re: Re:
scettologo, 18/09/2009 11.20:



Quando RETE-UFO dice che "in caso di contatto con una civiltà ET mancherebbe - da parte nostra - un soggetto politico credibile che possa parlare a nome dell'Umanità" non ha tutti i torti, ma io correggerei la coniugazione del verbo sostituendola con "manca". Perchè al momento non sappiamo che fare e, tranne pochi casi, non ci poniamo il problema, ma se si dovesse verificare un evento simile penso sia d'obbligo creare una task force multinazionale e multidisciplinare di scienziati, esperti, diplomatici e militari in grado di affrontare l'evento. Forse è questo il problema principale. Individuare il soggetto che deve affrontare l'approccio per stabilire la miglior comunicazione possibile. Ma da quì a prevedere la devastazione della civiltà umana ne passa.





Non vorrei essere pedante,ma questo scenario è già stato previsto da Carl SAGAN nel suo libro "Contact"....per organizzare un vertice come quello del G8/G20 servono mesi e mesi di preparazione...se domattina avessimo un'astronave aliena ferma sopra la Casa Bianca andrebbe tutto in fibrillazione e in quelle condizioni sarebbe impossibile prendere delle decisioni...durante l' 11 settembre 2001 tutte le più alte cariche dello Stato (Presidente USA,Vice Presidente,Presidente Senato,ecc.ecc.)furono evacuate e condotti in bunker sotterranei o portate via con l'Air Force 1.
Succederebbe lo stesso in caso di sbarco alieno....

Se gli ET sbarcassero in Iran sicuramente gli USA , la Russia e la Cina pretenderebbero di partecipare ai colloqui.

Gruppi di fanatici e sette dischiste potrebbero intraprendere atti inconsulti...

Non è fanta-politica,leggete qui :
www.corriere.it/esteri/09_settembre_09/aereo_dirottato_messico_fbe1ec44-9d73-11de-9e0f-00144f02aa...
[Edited by RETE-UFO 9/18/2009 1:01 PM]
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9/18/2009 2:02 PM
 
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Re: Re: Re:
RETE-UFO, 18/09/2009 12.55:



Se gli ET sbarcassero in Iran sicuramente gli USA , la Russia e la Cina pretenderebbero di partecipare ai colloqui.

Gruppi di fanatici e sette dischiste potrebbero intraprendere atti inconsulti...

Non è fanta-politica,leggete qui :
www.corriere.it/esteri/09_settembre_09/aereo_dirottato_messico_fbe1ec44-9d73-11de-9e0f-00144f02aa...




Sono memore, per motivi di studio, delle tragedie di Jonestown in Guyana o di Waco in Texas e di altre. Purtroppo essendomene occupato in maniera anche approfondita posso dirti che in condizioni particolari basterebbe un pretesto qualsiasi per scatenare la mente distruttiva di folli in grado di manipolare menti facilmente suggestionabili e provocare immani tragedie. Ma parliamo di un argomento molto particolare e che, proprio per la pericolosità intrinseca che comporta, bisognerebbe tenere sotto controllo costantemente e a prescindere dall'eventualità di eventi di cui parliamo.

Così mi aiuti a sostenere la necessità di sviluppare studi finalizzati all'elaborazione di protocolli necessari per evitare danni collaterali. Non so se già esistano e vengano mantenuti segreti. Sono abbastanza ignorante in materia, ma mi sono sempre posto domande sul nostro comportamento e la nostra reazione in questi casi. Parlo della "gente comune". Non nego l'azione dei fanatici che, per quanto pericolose, ritengo restino isolate, ma non penso al panico collettivo che potrebbe, invece, scaturire dall'evenienza di un impatto con un enorme asteroide in grado di provocare l'estinzione del genere umano. In questo caso entrerebbero, però, in gioco dinamiche diverse.

Tutto si potrebbe chiarire con progetti di studio definiti, attraverso questionari, interviste, particolari metodi di indagine per capire che reazione avrebbe la gente comune se si dovesse verificare un contatto e venisse reso pubblico.

Sul versante politico il problema dovrebbe essere affrontato in sede sovrannazionale perchè è inimmaginabile che un solo stato si ponga come unico interlocutore. Ma qui la faccenda si complica notevolmente perchè l'acquisizione di tecnologie evolute farebbe gola agli apparati militari di qualsiasi nazione. Il lavoro da svolgere sarebbe lungo e difficile, soprattutto considerando che nelle agende politiche internazionali ci sono problemi che comportano rischi più concreti e imminenti...
9/18/2009 2:39 PM
 
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scettologo, 18/09/2009 14.02:



Così mi aiuti a sostenere la necessità di sviluppare studi finalizzati all'elaborazione di protocolli necessari per evitare danni collaterali. Non so se già esistano e vengano mantenuti segreti. Sono abbastanza ignorante in materia, ma mi sono sempre posto domande sul nostro comportamento e la nostra reazione in questi casi. Parlo della "gente comune".



L'unico protocollo conosciuto è il SETI Post detection Protocol :
www.coseti.org/setiprot.htm (a meno di non dare credito ai fantomatici manuali dell' MJ12... www.usac.it/articoli/casalemajestic/majestic12.htm ).
Il problema è che la gente,la massa,non rispetta alcun protocollo se cade in preda al panico!!! Ricordo che quando scoppiò la prima Guerra del Golfo (1990/1991) in Kuwait,la gente qui in Italia (!!! [SM=g27993] ) andò a fare incetta di generi alimentari nei supermercati...la paura non si governa!!! [SM=g27992]



Non nego l'azione dei fanatici che, per quanto pericolose, ritengo restino isolate, ma non penso al panico collettivo



I singoli fanatici non sono innocui perchè possono essere la miccia che innesca la bomba...se invece di un "innocuo prete" messicano disarmato ci fosse stato un adepto del Mistico Ordine del Disco Volante armato ed intenzionato a far precipitare l'aereo su Città del Messico (9.000.000 di abitanti),credo che il panico sarebbe senz'altro scoppiato....



Tutto si potrebbe chiarire con progetti di studio definiti, attraverso questionari, interviste, particolari metodi di indagine per capire che reazione avrebbe la gente comune se si dovesse verificare un contatto e venisse reso pubblico.



Perchè non intraprendi tu questo tipo di ricerca? Sarebbe molto interessante da pubblicare qui !!!
[SM=g8861]



Sul versante politico il problema dovrebbe essere affrontato in sede sovrannazionale perchè è inimmaginabile che un solo stato si ponga come unico interlocutore. Ma qui la faccenda si complica notevolmente perchè l'acquisizione di tecnologie evolute farebbe gola agli apparati militari di qualsiasi nazione. Il lavoro da svolgere sarebbe lungo e difficile, soprattutto considerando che nelle agende politiche internazionali ci sono problemi che comportano rischi più concreti e imminenti...




Le Nazioni faticano a mettersi d'accordo quando le cose sono tranquille,figuriamoci con un Disco Volante fermo sopra la testa !!

[SM=g8329]



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9/18/2009 3:08 PM
 
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Re: Re:
scettologo, 2009/09/18 11:20:




Concordo. Il mondo non è perfetto e non lo sarà mai. Ma una visione catastrofista della nostra società non trova fondamento nella realtà. Non sono assolutamente d'accordo con Pirka quando dice che la nostra società è debole e paranoica e sta arrivando al collasso. Assolutamente no. Anzi abbiamo ottimi esempi di come la società attuale riesca a rialzarsi dopo eventi tragici grazie alla solidarietà collettiva innata nell'umanità: vedi l'11 settembre, il terremoto in abruzzo ecc.

No, la nostra società è solida ed energica. Ha dei difetti, ma le congiunture, gli eventi non riescono a scalfire l'"essere" sociale dell'uomo, il suo bisogno di appartenenza, di comunità e di identità. E sono proprio questi fattori che spesso sono alla base di fenomeni tragici come il terrorismo, le sette religiose fanatiche. In questo caso i bisogni umani vengono canalizzati nel modo sbagliato. Ma questi casi sono pur sempre una minoranza, anche se l'effetto media li fa apparire dilaganti.

Quando RETE-UFO dice che "in caso di contatto con una civiltà ET mancherebbe - da parte nostra - un soggetto politico credibile che possa parlare a nome dell'Umanità" non ha tutti i torti, ma io correggerei la coniugazione del verbo sostituendola con "manca". Perchè al momento non sappiamo che fare e, tranne pochi casi, non ci poniamo il problema, ma se si dovesse verificare un evento simile penso sia d'obbligo creare una task force multinazionale e multidisciplinare di scienziati, esperti, diplomatici e militari in grado di affrontare l'evento. Forse è questo il problema principale. Individuare il soggetto che deve affrontare l'approccio per stabilire la miglior comunicazione possibile. Ma da quì a prevedere la devastazione della civiltà umana ne passa.

Sinceramente non penso che avverrà un contatto a breve. Forse passeranno centinaia di anni prima che questo possa verificarsi. Certamente se già ci sono degli et che ci fanno visita ipotizzo che non si manifestino perchè non saprebbero come comunicare, forse perchè ancora non hanno capito come farlo. Come dicevo in alcuni post precedenti non è detto che lo sviluppo tecnologico segua di pari passo quello dei rapporti relazionali. Potrebbero avere delle difficoltà a comprendere i nostri metodi comunicativi. Immaginate di dover imparare l'arabo senza dizionari, libri o insegnanti che vi spieghino la "decodifica" del relativo alfabeto.



Ciao,
se fosse come dici tu, allora sarebbero gia venuti. Non penso che abbiano problemi a imparare una lingua con la tecnologia che si ritrovano. L`arabo lo possono imparare tranquillamente con dei traduttori universali che avranno gia` scoperto da anni. Caso mai il problema della comunicazione e` nostro...

9/18/2009 4:20 PM
 
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Re: Re: Re:
Pirka, 18/09/2009 15.08:



Non penso che abbiano problemi a imparare una lingua con la tecnologia che si ritrovano. L`arabo lo possono imparare tranquillamente con dei traduttori universali che avranno gia` scoperto da anni. Caso mai il problema della comunicazione e` nostro...




Scusa se te lo dico,ma credere che gli Alieni adoperino Google Translate è una ingenuità da Fuffaforum.it......La "comunicazione" non si limita certo alla traduzione dei vocaboli !!
[SM=g9201]
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9/18/2009 5:08 PM
 
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Ciao
non intendo una traduzione di semplici vocaboli con Google. Dovresti documentarti sulle varie teorie sintattiche che studiano gli universali linguistici. Per esempio la grammatica generativa, la tipologia linguistica o la linguistica cognitiva.

Per quanto riguarda lo stato attuale del`essere umano, e` molto chiarificatrice la lettura della "sindrome della rana bollita"

“Se una rana viene messa in una pentola di acqua bollente, farà un velocissimo balzo per saltarne fuori. Se la rana viene messa in una pentola di acqua a temperatura ambiente, invece, non farà un piega. E se quest’acqua verrà scaldata, piano piano fino all’ebollizione, la rana finirà bollita senza che se ne accorga o, quando se ne accorgerà, sarà troppo tardi”.
9/18/2009 6:49 PM
 
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L'abito fa il Monaco
Alive in Joberg è un cortometraggio di 6 minuti di Neill Blomkamp del 2005 che affronta da un punto di vista razziale questa possibilità. Ambientato negli anni 90 in Sud Africa:
www.youtube.com/watch?v=iNReejO7Zu8

Sulla base di questo cortometraggio è poi stato girato il film District 9 che tra pochi giorni uscirà anche in Italia. Qui sotto il trailer:
www.youtube.com/watch?v=x-h8wjW-wt8

E' secondo me una visione attuale, grezza, semplice, poco sit-comm USA ma molto probabile.

Il fatto è che non riesco a fare nessuna ipotesi in quanto nel momento stesso in cui le faccio mi accorgo che non metto limite alla fantasia, quindi sarebbero ipotesi del tutto fantasiose e prive di qualunque fondamento, se non dettate dalla mia cultura e formazione e dalle mie esperienze.

Mi collego in parte a quanto affermato da RETE-UFO sulla divisione dei popoli e aggiungo che penso che la loro apparenza, bellezza o bruttezza, è fondamentale in questo ipotetico incontro e giocherebbe un ruolo determinante in uno scambio anche solo culturale. Per quanto superficiale possa sembrare questo mio pensiero in realtà, che ci piaccia o meno, la maggioranza di noi esseri umani basa il proprio giudizio prima di tutto su un fattore estetico (razza, provenienza, tratti somatici), poi su come un pensiero viene comunicato e trasmesso (ma qui la cosa si fa complessa in quanto l'esternazione di un pensiero fatta da un europeo a un europeo non ha lo stesso impatto che da un europeo a un orientale e viceversa, figuriamoci da un ET a un Umano). A seguire, da chi e da quanti questo pensiero viene suppportato.
Siamo quasi tutti razzisti alla fine, che ci piaccia o meno. Lo siamo anche nei riguardi del nostro vicino di casa che non spolvera mai lo zerbino, persona che magari avrebbe da insegnarci chissà quali cose, figuriamoci se sbarcano sulla Terra ET con tratti somatici a noi ripugnanti. Naturalmente non parlo per tutti ma in linea di massima sarebbe così.

Tutto questo già in piena fase di Brainstorming, quindi ho dovuto necessariamente mettere da parte tutte le leggi fisiche oggi conosciute da tutto il genere umano, quelle che, per dirla scherzosamente, tengono a galla tutto l'universo, accettando l'ipotesi che una civiltà extraterrestre abbia raggiunto un tale livello di evoluzione da potersi permettere di viaggiare da distanze prossime a qualche migliaio di anni luce.


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10/10/2009 12:27 AM
 
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Anche io ho visto District 9 e devo dire che tutto sommato mi è piaciuto anche se avrei preferito una prospettiva più realistica, ma evidentemente l'intento di peter jackson era quello di comunicare dei messaggi in modo non troppo impegnativo per far "rilassare" oltre che riflettere durante la visione.

Qualche giorno fa ho visto anche quello che mi è sembrato un ottimo documentario sull'ipotesi dell'arrivo di alieni. Ottimo perché le ipotesi formulate venivano commentate scientificamente attraverso interviste di esperti di fisica, biologia, chimica ecc.

Tra le tante problematiche emerse in relazione a un eventuale contatto oltre a quelle già discusse anche in questa sede relative alla comunicabilità (nell'accezione elementare del termine) tra le due civiltà (pensate che gli alieni potrebbero anche snobbare il genere umano e cercare di comunicare con una specie animale) sono stati presi in considerazione:

- il rischio di contaminazione batterica in entrambe le direzioni (cioè batteri terrestri letali per gli alieni e viceversa batteri alieni letali per noi umani);

- la possibilità che la gravità terrestre possa costituire un pericolo per la sopravvivenza di specie viventi adattatesi ad altre intensità gravitazionali;

- la pericolosità dell'ossigeno della nostra atmosfera per specie che si sono evolute adattandosi ad altre composizioni atmosferiche.

Non mi sembra, però, abbiano parlato di risvolti psicologici o sociologici di un contatto. Peccato. Mi sarebbe piaciuto ascoltare qualche esperto fare considerazioni concrete senza "filosofeggiare", ma citando ricerche scientifiche in merito. [SM=g27992]
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10/12/2009 3:28 AM
 
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Ciao

non serve essere chissa` quale professore o possedere una laurea per discutere del problema del non-contatto.

Non troverai molte ricerche scientifiche soddisfacenti in merito dato che non e` un problema di natura tecnologico-scientifico, ma di tipo socio-politico.


10/12/2009 10:31 AM
 
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Re:
Pirka, 12/10/2009 3.28:

Ciao

Non troverai molte ricerche scientifiche soddisfacenti in merito dato che non e` un problema di natura tecnologico-scientifico, ma di tipo socio-politico.




C'è qualcuno che ritiene che anche la Sociologia sia una "Scienza"...
Non ci sono ovviamente "leggi scientifiche" in campo sociologico,ma ciò non toglie che occorra sempre fare riferimento agli autori fondamentali per poi magari lanciarsi in nuove teorie.


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10/13/2009 12:33 AM
 
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C'è qualcuno che ritiene che anche la Sociologia sia una "Scienza"...



Per la verità la sociologia rientra nelle cosiddette "scienze sociali" insieme ad altre discipline quali la psicologia,l'antropologia, l'economia ecc.
Attribuire il termine scienza solo a discipline quali la fisica, la chimica, la matematica è riduttivo perchè le scienze sociali attualmente vengono utilizzate per spiegare la realtà attraverso metodologie scientifiche rigorose come la ricerca empirica.

Oggi si usa il termine "scienze esatte" per distinguere alcune discipline, le cui teorie sono consolidate dalla dimostrazione di leggi naturali, da quelle sociali che invece non sono supportare da leggi inequivocabili fondamentalmente perché l'oggetto della realtà che cercano di spiegare oltre ad essere di difficile interpretazione è in continua evoluzione.

Ciò non significa che la sociologia non possa essere considerata una scienza, dal momento che per spiegare la realtà utilizza metodi e tecniche ormai consolidate e che fanno riferimento anche alle leggi delle scienze esatte (vedi matematica).

In ambito sociologico la ricerca utilizza metodi rigorosamente scientifici (soprattutto la quantitativa) o comunque teoricamente validati ed estremamente efficaci se applicati con rigore metodologico (qualitativa).


non serve essere chissa` quale professore o possedere una laurea per discutere del problema del non-contatto



Sono d'accordo. Si può discutere di tutto, ma da un documentario più che discussioni cerco dissertazioni... [SM=g27988]
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12/13/2009 10:02 PM
 
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parole al vento
Come possiamo prevedere cosa potrebbe succedere in caso di un ( remoto, io credo) contatto alieno quando un tale evento mai e poi mai potrà essere deciso da noi ,ma da chi é sperabile sappia cogliere il momento propizio,che io , 20012 compreso, ritengo ancora parecchio lontano... (dagli alieni stessi).
Può l'uomo e l'umanità decidere e stabilire qualcosa in proposito? Mi pare ridicolo e la mia conclusione é negativa in proposito. [SM=g27993]

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12/13/2009 10:50 PM
 
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Prevedere le conseguenze di un eventuale contatto di certo è impossibile ma ipotizzarle e analizzare è possibile e anche piuttosto utile,per confrontarci e capire in linea di massima che genere di approccio ci sarebbe e se potrebbe portare dei benefici (e se si quali) o delle conseguenze solo negative! il momento propizio poi certamente non possiamo sceglierlo noi, solamente loro possono,ma noi possiamo chiederci se potrà mai esserci un momento propizio e in quali condizioni dovremo trovarci perchè sia realmente propizio! è importante parlarne e prendere coscienza di ciò che potrebbe aprirsi davanti ai nostri occhi!
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12/30/2009 7:22 PM
 
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Re:
Pirka, 18/09/2009 17.08:

Ciao
non intendo una traduzione di semplici vocaboli con Google. Dovresti documentarti sulle varie teorie sintattiche che studiano gli universali linguistici. Per esempio la grammatica generativa, la tipologia linguistica o la linguistica cognitiva.

Per quanto riguarda lo stato attuale del`essere umano, e` molto chiarificatrice la lettura della "sindrome della rana bollita"

“Se una rana viene messa in una pentola di acqua bollente, farà un velocissimo balzo per saltarne fuori. Se la rana viene messa in una pentola di acqua a temperatura ambiente, invece, non farà un piega. E se quest’acqua verrà scaldata, piano piano fino all’ebollizione, la rana finirà bollita senza che se ne accorga o, quando se ne accorgerà, sarà troppo tardi”.




Non sono d`accordo.
Dipende...dipende dalla possibilita` o meno che la rana sia in grado di rilevare il gradiente di cambiamento della temperatura.
Se tale gradiente fosse abbastanza pronunciato la rana salterebbe fuori dal contenitore pieno di acqua.
Grazie.

Marco1971.
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12/30/2009 7:36 PM
 
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Re:
scettologo, 10/10/2009 0.27:

Anche io ho visto District 9 e devo dire che tutto sommato mi è piaciuto anche se avrei preferito una prospettiva più realistica, ma evidentemente l'intento di peter jackson era quello di comunicare dei messaggi in modo non troppo impegnativo per far "rilassare" oltre che riflettere durante la visione.

Qualche giorno fa ho visto anche quello che mi è sembrato un ottimo documentario sull'ipotesi dell'arrivo di alieni. Ottimo perché le ipotesi formulate venivano commentate scientificamente attraverso interviste di esperti di fisica, biologia, chimica ecc.

Tra le tante problematiche emerse in relazione a un eventuale contatto oltre a quelle già discusse anche in questa sede relative alla comunicabilità (nell'accezione elementare del termine) tra le due civiltà (pensate che gli alieni potrebbero anche snobbare il genere umano e cercare di comunicare con una specie animale) sono stati presi in considerazione:

- il rischio di contaminazione batterica in entrambe le direzioni (cioè batteri terrestri letali per gli alieni e viceversa batteri alieni letali per noi umani);

- la possibilità che la gravità terrestre possa costituire un pericolo per la sopravvivenza di specie viventi adattatesi ad altre intensità gravitazionali;

- la pericolosità dell'ossigeno della nostra atmosfera per specie che si sono evolute adattandosi ad altre composizioni atmosferiche.

Non mi sembra, però, abbiano parlato di risvolti psicologici o sociologici di un contatto. Peccato. Mi sarebbe piaciuto ascoltare qualche esperto fare considerazioni concrete senza "filosofeggiare", ma citando ricerche scientifiche in merito. [SM=g27992]




Sono tutte considerazioni fatte solo dal punto di vista dell`attuale essere umano.
Potrebbero anche essere totalmente prive di fondamento e partono sempre da principi che noi riteniamo debbano essere "universali"...
Principi di fisica, chimica che per esseri viventi provenienti da universi "confinanti" con il nostro ad esempio possono semplicemente non valere.
Le costanti cosiddette matematiche "universali" sono calibrate finemente da una entita` "superiore" (?) che noi chiamiamo "Dio" solo per la regione di Universo a noi "visibile".
Qualsiasi film di fantascienza (o para scienza) venga realizzato da essere umano ha il primo grande limite nella nostra incapacita` di astrazione totale dal modo di pensare, dal bagaglio culturare ecc.
Questo a meno che sotto mentite spoglie alcuni film definiti sbrigativamente di "fantascienza" non siano invece delle sintesi di verita` accertate da tempo fatte filtrare a poco a poco.
Grazie.

Marco1971.
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12/30/2009 7:43 PM
 
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Re:
scettologo, 30/08/2009 19.12:

Il genere umano è collaudato per esperienze di questo tipo. Se pensiamo alle tribù aborigene di tutto il mondo e di ogni epoca e agli adattamenti che nel bene o nel male sono riusciti a realizzare nei confronti dei vari conquistatori, colonizzatori che entravano in contatto con loro, figuriamoci se ora noi non riusciamo ad elaborare un contatto con un genere sconosciuto. certo molto dipende dai termini del contatto.
Il problema principale e iniziale sarà quello di conciliare le modalità relazionali e non mi riferisco alla lingua parlata, ma proprio al modo di concepire i rapporti inter-relazionali, di interpretare la realtà esterna, di elaborare le informazioni acquisite ed agire di conseguenza.
Altro che telepatia...




L`attuale genere umano (sempre che sia per davvero autoctono della Terra) non e` assolutamente collaudato per esperienze di tal guisa che semplicemente in epoca "recente" non ha mai fatto/compiuto.
Il paragone fatto in questi casi inerente la conquista spagnola del "nuovo mondo" e` troppo fuorviante e riduttivo.
Nel caso di contatto aperto con civilta` cosiddette "aliene" tutto sarebbe molto ma molto diverso in peggio.
Questi discorsi pero` sono anche essi fuorvianti stante il fatto che da sempre l`essere umano ha avuto contatti con "divinita`" di origine non terrestre.
Oggi non apertamente dato che esiste il filtro degli organismi "ombra" che impedisce la divulgazione aperta di tali eventi.
Grazie.

Marco1971.
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12/30/2009 7:52 PM
 
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Re: CONTATTO DI MASSA
MR.FUNK, 22/08/2008 16.10:

Sarebbe un bel casino..Scoprire di non essere al centro dell'universo.
Il petrolio,le superpotenze,i bianchi e i neri..tutto perderebbe di significato.Tracollo totale dell'economia,per non parlare delle religioni.Un disastro,insomma.
Capito perche' non ci sara' mai un contatto di massa?
Se io fossi un esploratore spaziale con una tecnologia paragonabile alla pura magia,eviterei di contattare un mondo abitato da esseri senzienti,ma meno avanzati di me,scatenando l'inferno.Mi limiterei a studiare e a monitorare da lontano.




Questo ipotizzando che l`essere umano attuale sia il risultato delle teorie evoluzionistiche di Darwin.
Il problema e` che l`insediamento di una specie vivente ed intelligente di livello superiore e` stato accuratamente voluto e progettato.
Il "contatto di massa" non e` necessario...nel corso del tempo tale contato e` sempre avvenuto senza mai interrompersi.
"Loro" ci hanno creato e conoscono molto bene il nostro attuale livello di cosiddetto avanzamento tecnologico.
Grazie.

Marco1971.
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12/30/2009 8:13 PM
 
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Re:
scettologo, 11/09/2009 20.33:

Qualche tempo fa ho visto un intervento di Pinotti alla trasmissione Rebus su OdeonTv. In quell'occasione Pinotti riportò delle considerazioni di Jung su un eventuale contatto di massa definendolo devastante per l'umanità e con il rischio di farla implodere come successe per le civiltà precolombiane dopo la colonizzazione europea.

Effettivamente un contatto di massa potrebbe essere pericoloso per alcuni motivi (ad esempio logistici), ma per altri penso che tale evenienza non rischi di far implodere la nostra civiltà, anzi non potrebbe far altro che farla migliorare ovviamente con opportuni accorgimenti. Così come una civlità si sviluppa sul piano tecnologico (l'unica tipologia di progresso che generalmente si considera di una eventuale civiltà et) essa progredisce anche in altri settori come quelli dei rapporti sociali, relazionali, economici ecc.

perchè allora una civiltà progredita, se non ostile, dovrebbe far implodere quella meno sviluppata? Se facciamo riferimento alle civiltà precolombiane sottovalutiamo alcuni, anche se relativamente piccoli, progressi ottenuti dalla nostra civiltà. Quelle precolombiane non sono state in grado di integrarsi con le altre fondamentalmente perché le altre erano "ostili" e perché quelle precolombiane non erano strutturate per accettare gradini di sviluppo così elevati.

Ritengo, invece, che la nostra civiltà sia, soprattutto dopo l'ultimo secolo di esperienza, strutturata in modo tale da reggere l'impatto di un contatto con civiltà progredite. Questo, sia ben chiaro, non significa che siamo pronti. L'entità di eventuali danni collaterali dipenderà anche dalla predisposizione che essa avrà ad accettare gradini più o meno grandi di sviluppo, ma escludo che possa esserci l'implosione. Ovviamente se esiste qualche civiltà che valuti l'opportunità di entrare in contatto con la nostra, essa dovrà studiare le relative modalità comunicative per rendere le relazioni comprensibili e meno traumatiche possibili.




La "nostra civilta`" (e l`essere umano che la popola non autoctono e nato per caso su questo pianeta) e` andata incontro ad un aumento di entropia del sistema troppo elevato (a partire dall`atto dell "creazione"..."creazione" non in senso cristiano o comunque in relazione con una qualche religione presente sul nostro (?) pianeta)...
Troppo elevato per reggere l`impatto con civilta` progredite...
Un mondo dove il metro di successo, i comportamenti sono in unica relazione con oggetti a cui e` stato dato il nome di "denaro" e` gia` fuori dei parametri per permettere un ipotetica "rivelazione alle masse"...per non parlare di un sistema di risoluzione di dispute e questioni umane varie chiamato "guerra".
Qualche civilta` extra-terrestre (ma anche noi lo siamo almeno come genere homo sapiens sapiens canonico) in procinto di entrare in contatto con noi potrebbe semplicemente considerarci come lontani esseri viventi creati per scopi che all`occhio del fiero uomo moderno potrebbero apparire molto poco intrisi di filantropia.
E tale civilta` potrebbe avere codificata in qualche cosa di equipollente a cio` che noi chiamiamo "moralita`", una semplice e chiara noncuranza per gli effetti che il loro manifestarsi apertamente potrebbe avere su civilta` di livello tecnologico (quanto meno questo livello) da essa addirittura create.
Si continua a sbagliare poi istituendo il paragone con le civilta` precolombiane e la conquista spagnola del cosiddetto "nuovo mondo".
Serve invece (se e` possibile farlo e non e` detto che lo sia) creare nuovi paradigmi di comportamento avulsi totalmente dalla limitata esperienza umana di questi secoli passati.
Altrimenti sarebbe come il voler descrivere l`effetto Tunnel con i principi e le leggi della meccanica classica.
Grazie.

Marco1971.
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